Search:
 CERAMICADIPINTIINCISORI E MEDAGLISTISCULTURA
Bellino Fortunata
Calabrò Angela
Lisimberti Idelbene
Violi Carmelo
Violi Fortunato
Violi Francesco
Violi Francesco Medaglista
Violi Francesco scultore



;
Inserisci la tua email se vuoi essere informato sui vari aggiornamenti.

info@violiart.com
 
 


Violi Carmelo
"Atelier" 1999 olio su tela

 


Violi Carmelo
"Frigor in penombra" 2002 olio su tela 100x80

 


Violi Carmelo
"Penombra in biblioteca" 2002 olio su tela 50x70

 


Violi Carmelo
"Frigor" 2002 Olio su tela 80x100

 


Violi Carmelo
"Colori nel silenzio, marzo 2003" olio su tela

 


Violi Carmelo
"Interno e specchio sul mare" 2003 olio su tela

 


Violi Carmelo
"Senza titolo" 2004 olio su tela 70x80

 


Violi Carmelo
"Pomeriggio d'estate" 2002 Olio su tela 130x100

 


Violi Carmelo
"Composizione sulla sedia" olio su tela 2003

 


Violi Carmelo
"Interno 2003" Olio su tela

 


Violi Carmelo
"Natura morta" 2003 olio su tela

 


Violi Carmelo
Violi Carmelo Interno dall'alto 2001 olio su tela 50x60

 


Violi Carmelo
"Composizione" 2003 olio su tela

 


Violi Carmelo
40x50

Interno 1
 


Violi Carmelo
"Colori nello studio" 1999 Olio su tela 100x50

 


Violi Carmelo
"Lampada e sedia" 2002 olio su tela

 


Violi Carmelo
"Atelier" 1998 100x70 tempera su carta intelata

 


Violi Carmelo
"Composizione dall'alto" 2000 Olio su tela 60x80

 


Violi Carmelo
Violi Carmelo 1998 "Nudo accovacciato" 100x70 olio su tela

 


Violi Carmelo
"Componimento di giustapposizioni" 2002 olio su tela 100x80

 


Violi Carmelo
"Nella stanza" 2001 Olio su tela, 70x80

 


Violi Carmelo
Interno prospettico 2001 olio su tela 50x70

 


Violi Carmelo
"Interno con figura" 2001 olio su tela 30x40

 


Violi Carmelo
"Il frigorifero aperto" 2002 Olio su tela 100x80

 


Violi Carmelo
Violi Carmelo "Interno dall'alto 2" 2001 Olio su tela 50x70

 


Violi Carmelo
"Interno verde" 2001 Olio su tela 50x70

 


Violi Carmelo
Nudo accovacciato sullo sgabello 70x90 olio su carta intelata 1999

 
 

Carmelo Violi pittore.
....Un turbine che coinvolge, un vento colorato, una suggestione che cattura: questa, a me sembra, è l'irruente pittura di Carmelo Violi (Reggio Calabria 1979) che dimostra come tale pratica sia tutt'altro che morta essendo sempre pronta a risorgere in una esultante esplosione. Bisogna dire che più che il maestro di Brera che è stato Saverio Terruso, è stata la sua tesi di laurea a segnarlo in qualche modo: era dedicata a Bonnard. Del grande francese ha saputo cogliere non solo le sottigliezze cromatiche, ma anche l'impasto di colore denso, ricco di grumi e di fermenti, a volte filamentoso e rugoso. Ma poi ci ha messo del suo liberandosi dallo studio e approdando ad un linguaggio che assorbe l'arte contemporanea e che non esito a porre dopo la Transavanguardia. Circola una veemenza espressionista, una capacità di taglio delle immagini sorprendente, una natura intimista, in questi suoi dipinti, aggressivi e delicati. Interni, paesaggi, nudi, gli arnesi del mestiere, le nature morte, le immagini della pittura e della coscienza si traducono in una stesura che è impetuosa cromaticamente e affollata, ma che sa anche essenzializzarsi in cadenze neo cubiste di grande efficacia. L'immagine respira fisiologicamente, fiera della sua assoluta libertà di manifestare stati d'animo, di essere di volta in volta specchio e stimolo di sensazione. In un'epoca in cui per eccesso di immaggini spesso si incorre nella saturazione retinica (il rifiuto molto prossimo alla cecità indotta) e nell'ictus del pensiero (il rifiuto che sconfina nell'assenza), ed in cui il guardare si dissocia dal vedere, quella di Violi è pittura di grande attualità: non solo cattura le immagini ma, finalmente, stimola l'immaginazione.
"Lucio Barbera, agosto 2003"
..."Osservare i quadri di Carmelo Violi. E' un modo insolito di guardare un quadro, è un modo in cui ci si immedesima con naturalezza non solo nelle mani dell'artista che plasma i suoi colori, ma ci si infila anche nei suoi occhi e nel suo modo di ascoltare i rumori, i suoni. Sembra quasi che lui si estranei dal mondo, occhi che guardano il silenzio concentrato di una biblioteca, di una stanza vuota o abitata da figure capitate lì per caso, surreali. Sembra che lui si ponga come al di là del luogo in cui si trova, e, piano, con una serenità che riesce a trasmettere, osservi e ritragga il mondo che vede. Mondo che, nella sua normalità, diventa speciale, bloccato in lunghi momenti di solitudine dell'artista coi suoi colori, col suo silenzio. I quadri prendono forma con studiata lentezza, non a caso Violi usa solo colori ad olio, che consentono una meditazione maggiore rispetto ad altre tecniche come l'acquarello o l'immediatezza di alcune fotografie, fissando più che il frammento di una storia, il contesto scenografico in cui la storia si svolge. I colori, quindi, diventano le tessere di un mosaico che fa vibrare la luce ed è solo apparentemente il soggetto di un quadro: le tovaglie colorate di "Pomeriggio d'estate", "Colori nel silenzio", "La tavola quadrettata", rappresentano, infatti, semplicemente la cornice del quadro, una bella cornice che Violi ama e ripropone come la sua firma, ma che è solo un mezzo per fare vivere il soggetto vero e proprio del quadro, soggetti semplici, quotidiani, come lo studiolo dell'artista, o la sua cucina, o lo spazio oltre l'orizzonte della porta-finestra aperta sul mare. Ogni oggetto, anche un frigorifero, o un grappolo d'uva, diventano mezzi per esprimere il fascino della luce che arriva e si scompone in colori ricchi di sfumature. A volte, questa sua vitalità lascia il posto alla contemplazione fine a sé stessa, quasi nostalgica, quasi triste, e Violi racconta, allora, con colori freddi, come le sfumature di grigio di "Atelier" del 1999, riscaldato appena dai pochi colori del soggetto di un quadro non ancora dipinto, come se fosse solo il dipingere, in quel momento, la sua fonte di felicità. E il contesto, il mondo, fosse solo triste e grigio. Uno stato d'animo si evolve con "Interno" ed "Interno dall'alto", rispettivamente del 2000 e del 2001, cui ocra e terra di Siena descrivono, con pulizia ma senza vitalità, l'ambiente nostalgicamente osservato e dipinto. Tristemente, normalmente, bellissimo. La figura umana non è mai il soggetto del quadro: non lo è per "Figure assenti"del 2002, dove è il nome stesso della tela a dirci che in realtà non c'è nessuno in quel contesto, nessun volto sorridente, nessuna espressione, nessuna emozione al di là della contemplazione, non lo è in "Nudo accovacciato sullo sgabello" del 1999, in cui non si vede neppure il volto del soggetto dipinto, la donna è solo una immagine surreale, non lo è per le figure nelle biblioteche di "Interno di una biblioteca" e "Interno di una biblioteca 2" né di "Penombra in biblioteca", fantasmi che ricordano le suggestioni di "Il cielo sopra Berlino" di Wim Wenders. Anime che passano e se ne vanno, visi senza volto, senza odore. Eppure vivono, lasciando un segno della loro presenza, che Violi osserva, come dietro i vetri di una finestra da cui guarda e ci racconta senza invadere lo spazio della storia..." "Paola Valenti, giugno 2003"

Biografia

Carmelo Violi nasce a Reggio Calabria nel 1979, ma da sempre è residente a Milano. Nel 1994 si iscrive al Liceo Artistico Statale I°, contemporaneamente frequenta lo studio del padre dal quale apprende le tecniche della scultura, e sotto la guida dallo scultore Luigi Teruggi, matura un grande interesse per la modellazione in basso rilievo. Realizza giovanissimo, alcune medaglie commemorative e progetti di piccole sculture per l’industria del design. Quando nel 1997 s’iscrive all’Accademia di Belle Arti di Brera, il suo interesse principale diviene la pittura, frequenta il corso del maestro Saverio Terruso e comincia il suo percorso formativo nella ricerca artistica. In questi anni si intensifica la sua produzione pittorica, realizza un cospicuo numero di disegni dal vero, e comincia a dipingere tele di grande formato ed impatto visivo. Nel 1998 espone in una mostra intitolata “Arte per la riforma” allestista da G. Varisco nella Sala Napoleonica di Brera. Partecipa alla “Biennale d’arte giovane” a Bergamo, e l’anno successivo espone cinque quadri al centro culturale “Bertolt Brecht” in una mostra curata da Cinzia Bossi. Nel 2000, fa degli studi sulla scuola pedagogica di Bruno Munari, nel breve periodo in cui insegna attività creative, in una scuola elementare. Nello stesso anno espone alla “2° Biennale di Pittura, Lions International” nella Villa San Carlo Borromeo di Senago (Mi). In Calabria ha luogo la sua prima personale in cui presenta numerosi paesaggi, nella sala consiliare della storica località montana di Bova (R.C). Nello stesso periodo espone alcune tele dal tema mariano, nel Tempio della Vittoria a Reggio Calabria, in occasione dell’anno giubilare. L’accademia milanese, è un ambiente in cui conosce molte realtà artistiche, qui stringe amicizia con alcuni artisti svizzeri e partecipa ad una mostra alla Galleria “Des Migros Kulturburo", di Zurigo. L’anno successivo, sempre nella località svizzera partecipa a due mostre, una all’X-Tra Limmathaus, e l’altra alla Dynamogalerie dal titolo “Formen, Farben, Emotionen”. Molti giornali svizzeri danno spazio a questo gruppo di giovani artisti, in particolare i quotidiani Zuritipp, Zuich Express, Metropol, e la rivista italiana della camera di commercio che gli dedica un’intera pagina. Torna a Milano, dopo aver venduto ad una collezionista svizzera i suoi primi cinque quadri della serie “Atelier e interni”. Partecipa alla “5° Selezione di giovani artisti Menotrenta” allo Spazio Hajech. Nel 2001 vince il premio “Gianfranco Manara” di Salon I°, al Museo della Permanente di Milano. Qualche mese dopo espone alla Galleria G.T.L di Ponte Chiasso (Co), ed è segnalato dalla giuria del "5° Premio Ricas" di Arese, e al concorso “Think Finance, l’Arte di una brain company” a cura di Dario Trento. Tra le varie esperienze artistiche, sperimenta la tecnica della pittura murale, e nel maggio dello stesso anno realizza un affresco in una mostra dal titolo “Universo Cartusiano” presso la storica Certosa di Milano. Con alcuni colleghi, organizza una rassegna d’arte contemporanea allo scopo di conciliare in un unico ambiente espositivo, i diversi linguaggi dell’arte attuale. La rassegna dal titolo “Senzacornice” con il patrocinio della provincia di Bergamo e del comune di Albano, ha avuto interessanti risvolti nell’esperienza artistica del pittore. Nell’aprile del 2002 partecipa con successo ad un’asta di giovani artisti emergenti alla galleria Ta Matete di Art’è, e un quadro fra quelli venduti viene pubblicato sull’inserto del "Corriere della Sera" riscontrando pareri favorevoli. Qualche mese dopo partecipa ad un’asta benefica assieme ad importanti nomi della pittura italiana come Tamburi, Terruso, Treccani, Brindisi, nella città di Loano (Sv). Nel luglio del 2002 conclude l’accademia con il massimo dei voti. La sua tesi, è uno studio sull’opera pittorica di Bonnard, maestro indiscusso della pittura moderna, dal quale ha saputo cogliere quelle sottigliezze cromatiche di tonalismo mediterraneo, e la tematica del quotidiano rapportato all’ambiente domestico di matrice intimista. Nel febbraio 2003 in Svizzera, nella città di Wintherthur (ZH) partecipa ad una rassegna d'arte contemporanea, curata dal critico d’arte Elena Pontiggia e ideata dall'artista Giampaolo Russo. Qui presenta dieci opere dipinte fra il 2002-2003. Contemporaneamente ha partecipato all'allestimento di una mostra alla Rothe Fabrik di Zurigo. Attualmente sta conseguando una laurea specialistica per l'insegnamento delle discipline pittoriche, e svolge il praticantato come insegnante nel Liceo Artistico Santa Marta di Milano. Da qualche mese sta lavorando ad un progetto editoriale sulla pittura, per la Peruzzo editore. Nel luglio 2003 partecipa alla terza rassegna d'arte contemporanea "Bovarchè" (Rc), a cura del critico d'arte Lucio Barbera. Ed è invitato alla prima edizione del premio Bp per l'arte "Helios Art Award 2003" presso il Museo della scienza e della tecnica di Milano. Nel 2004 partecipa alla rassegna d'arte contemporanea dal titolo "Meridiani d'Oriente" presso il Palazzo Mesiani di Bova, a cura del critico d'arte Gabriele Perretta; l'evento è segnalato all'interno dei circuiti della Biennale di Venezia per l'architettura.

 























Design by Violiart and engineering by Tribulix
Italian language courses in italy
Cene aziendali
Italian courses italy
Imballaggio